Più passa il tempo più mi rendo conto di una cosa, e non solo nell'ambito musicale. La "comunicazione" intesa in senso lato, il marketing, l'immagine, la presenza sul web devono esplodere, lasciando cadere l'enorme fallout di fuffa che hanno accumulato in questi anni. Che vadano sulla forca la presenza su facebook, la pubblicità mirata, le belle foto e tutto il resto. A me le novità più buone le passano sempre gli amici, le persone che se ne battono di tutto il carrozzone madiatico, concentrandosi sulla musica, sia essa quella di un demo registrato in cantina o di un disco di platino. Simon, un ascoltatore vero, uno di quelli di cui ti puoi fidare, mi passa un nome: Death Threat Cassette. Mi dice che gli hanno fatto venir voglia di ascoltarli ancora, di scriverci su, di far loro un po' di pubblicità. Ed eccomi qua a parlare di loro, finito "sotto" nel giro di tre brani, già a sperare di mettere le mani sull'album il prima possibile. Death Threat Cassette: una cassetta con minacce di morte, un duo a bassa fedeltà dal Nord Est britannico, pop, elettronico, formato camera da letto. Grandi melodie, chitarre incasinate, tastiere, rumori, batterie elettroniche, grandi hooks, intuizioni geniali, urgenza pop, ma anche malessere suburbano, scazzo e sana voglia di turpiloquio. Tante le atmosfere, una sola via di fuga, rappresentata dalla forma canzone, intrisa di indolente spleen di inizio millennio. Hanno un bel nome, suonano da Dio. Si chiamano Death Threat Cassette e ve li potete godere qui http://www.reverbnation.com/deaththreatcassette/. Il loro album si chiama "Lo-Fi Or Die". Capito?
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martedì 4 dicembre 2012
domenica 7 ottobre 2012
Ho sentito sti tipi che si chiamano Dot Dash
Mi arriva una mail, subject "mod pop". Apro. "Dot Dash", come un pezzo dei Wire. Sono americani, di Washington DC. Io a Washington DC ho lasciato un pezzo di post-adolescenza, senza esserci mai andato. Vado su Bandcamp, premo play. Suona chiaro, grosso, come gli Sugar di Bob Mould, ma più inglese, molto più inglese. C'è quella scintilla che ti sveglia dal torpore di una domenica mattina dopo un sabato lavorativo. Google "Dot Dash band": ecco perchè. Non sono ragazzini, tra di loro c'è gente che ha inciso per K Records, gente che suonava negli Youth Brigade, nei Julie Ocean, anche uno che ha passato qualche tempo negli Swervedriver: insomma, capito il giro? Mi hanno mandato il codice per scaricarne una copia promo, e me ne manderanno anche una fisica. "Winter Garden Light" è un disco fatto bene, con le regole di una volta. Pop, indie pop (e dico con la "I" maiuscola). Come se finalmente si fosse concretizzato il legame etico che unisce la Dischord Records al movimento Mod. Etica ed estetica, DIY e rigore formale. Quest'oggi l'ho già ascoltato almeno 4 volte. E' uno di quei dischi che ti riduce a soffittaro, come quando a 18 anni non uscivi perchè dovevi sentire lo stesso album per tutto il pomeriggio. E' anche il disco che mi ha fatto venir voglia di aprire un blog. Il 21 dicembre finirà il mondo, ma chi se ne fotte se vivi nel 1992?
https://www.facebook.com/dotdashdc
Il disco lo potete trovare qui, label The Beautiful Music http://thebeautifulmusic.com/?page_id=1399
Il disco lo potete trovare qui, label The Beautiful Music http://thebeautifulmusic.com/?page_id=1399
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